Clienti: chi è stato e dove
Questa sezione è a disposizione dei viaggiatori. Per chi ha voglia di condividere il proprio viaggio e le proprie emozioni questo è lo spazio giusto. Potete anche mandare qualche foto o resoconto sarò felice di pubblicarlo. Inviate tutto a : info@ilmondovunque.com
Ragion per cui la pagina è attualmente in work in progress in attesa delle vostre esperienze!
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Impressioni di Instanbul di Cristina
Instanbul, terra di confine, città tra i mari, città in perenne movimento dove la vita fluisce e scorre come le navi che sfilano nello stretto del Bosforo. Città mitica e carica di storia: ogni moschea, ogni mura, ogni pietra racconta di un’altra epoca, di una storia così pregnante è quasi palpitante. Sapori, profumi, odori, rumori, urla e frastuono, sirene di navi e clacson del caotico traffico giornaliero, ma anche silenzio di un parco interrotto solo dal cinguettio degli uccellini. Incessabile spostamento di gente, di merce e con esse idee, ideologia, musica e vento. Non si può rimanere indifferenti al fascino del suo incanto: i parchi lungo il mare ben curati e verdi, colorati di sprazzi di un viola acceso della boungavillea che predomina, freschi ed invitanti dove la gente viene a passeggiare, a rilassarsi, ad amoreggiare o semplicemente ad incontrarsi. Vista dall’alto è impareggiabile. Con i suoi ponti sospesi, divisa tra la terra e il mare, tra un’impronta occidentale ed orientale nello stesso tempo. Un’atmosfera cosmopolita, patria del fluire del mondo con la musica dei suoi bianchi dervisci.
Brulichio di mondi diversi, mercato di spezie e di pesce, di aranciate e limonate fresche, di tessuti multicolori, ceramiche dipinte a mano, lampade di vetro colorato, di cozze vendute per strada dove arte, cultura e bellezza e caos si intrecciano in ogni momento.
Quest’anno capitale della cultura, gioiello e scrigno d’arte, dove anche la scrittura diventa un capolavoro...
Hotel consigliati:
Ottoman Imperial Hotel : piccolo hotel boutique in centro città con un piccolo delizioso giardino e camere molto curate
The Marmara Hotel: hotel in piazza Taskim per chi vuole la vita notturna. Grande albergo con splendide camere con vista panoramica.
Eresin Crown Hotel: in posizione centrale, piccolo albergo museo di lusso che si affaccia sulla moschea blu con resti delle fondamenta della città e pezzi archeologici esposti.
Blue House: centralissimo, piccolo hotel di lusso con una magnifica vista panoramico dal ristorante sul tetto
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Le fotografie di Daniel nella Spedizione Desert Passion 4x4 Tunisia 2010
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India-Ladakh, sul tetto del mondo. Nella valle dello Zanskar: un viaggio a ritroso nel tempo.
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Siamo verso la fine di agosto e in jeep, una poderosa “Tata” indiana, stiamo attraversando la valle dello Zanskar, una sperduta valle ai confini dell’India del nord con il Pakistan. L’ultima frontiera indiana è la cittadina musulmana di Kargil, tristemente nota alle cronache per i frequenti scontri che negli ultimi anni si sono verificati tra India e Pakistan per il possesso del Kashmir. Da lì ci si addentra costeggiando il corso del fiume, tra la catena dell’Himalaya tra un susseguirsi di vette innevate che superano i 7000 metri con il Nun (alt. Mt 7087) ed il Kun (alt. Mt 7135), le regine delle montagne. Il viaggio è a ritroso nel tempo non solo per la bellezza incontaminata dei frequenti ghiacciai, della natura e del paesaggio ma soprattutto per l’incontro con una cultura e una tradizione e una popolazione che per secoli ha vissuto nell’isolamento e solo da pochi anni è venuta in contatto con un’altra epoca. La valle dello Zanskar appartiene per gran parte al Ladakh, detto anche piccolo Tibet per il grande legame culturale e religioso con questa terra.
Il paesaggio ci affascina e ci lascia attoniti per la sua capacità di cambiamento nel giro di pochi chilometri. I colori delle montagne sono incredibilmente vari e la vegetazione contribuisce a questo gioco di colori. I campi dorati dell’orzo maturo che scintillano in una giornata piena di luce, chiara, cristallina, il verde tenero e intenso dell’erba, i salici che dondolano al vento. Ed in mezzo a questi piccoli campi coltivati con cura ed amore, divisi in forme irregolari e circolari scorre il fiume, a volte impetuoso e turbinante, altre calmo e tranquillo ed i villaggi sono attraversati da piccoli canali scavati dagli uomini per fare arrivare l’acqua ove necessario creando oasi di verde, di pace e di serenità come questa terra. Fuori dal mondo, fuori dal tempo. Gli abitanti si basano ancora su di un’economia di sussistenza: tutto utilizzano e riciclano senza scarti.
Non è facile lasciare andare il ricordo di questa terra, perché ancora a lungo (anche dopo mesi dal ritorno) ci accompagneranno le immagini, le impressioni e le sensazioni soprattutto quelle della valle dello Zanskar. Gli incontri, gli sguardi, le montagne, i panorami, le notti stellate, i gompa arroccati, il silenzio e la quiete, il vento che fa sventolare le bandierine delle preghiere, questa sensazione di una vita senza tempo confesso che mi hanno stregato..
